Per poter visualizzare tutti i contenuti è necessario avere la versione attuale di Adobe Flash Player.

Homepage Intervista Segue intervista PianoBar Asia and Jolly CD Bookstore Un'aquila nella notte An eagle in the night Conigli di città Scusi, vuol ballare con me? Il volto della gloria Ulivi, fraulein e pappagalli... La nostra capanna sull'albero Asia and Jolly Come un'onda del mare Sulle ali del tempo Spartiti Musica Elenco canzoni Videoteca Notizie 

Intervista

L'intervista

Un’aquila nella notteIntervista di Luciano Pagano - Ufficio Stampa Phasar – aprile 2108“Un’aquila nella notte” trova la sua ambientazione negli scenari della Grande Guerra, il romanzo è corredato infatti da una sezione fotografica e da una nutrita bibliografia. Per la sua stesura sono state sicuramente coinvolte diverse persone, alcune delle quali compaiono anche nei ringraziamenti. Quanto tempo ci è voluto per raccogliere tutte queste informazioni e scrivere la stesura del romanzo?Circa un anno. Ma senza l’assistenza di esperti del ramo aeronautico e di etica militare non so se sarei riuscito a finirlo. Mi ha aiutato anche il fatto che, fin da ragazzo, ho sempre amato il volo; tant’è che non appena ho potuto ho frequentato un corso di volo su deltaplani e in seguito su alianti. Uno scrittore lavora spesso su un progetto, un’idea che ha in mente, per la quale colleziona tutti gli elementi che trova utili e necessari per approfondirla, mescolando l’ispirazione alla vicenda. Ci sono cose che ha scoperto, durante la scrittura di “Un’aquila nella notte” che non si aspettava? Studiando i testi e gli archivi, relativamente alla Grande Guerra, ha fatto delle scoperte, ha qualche aneddoto da raccontarci?L’idea che avevo in mente era una lontana parente di ciò che ne è uscito. Pur sempre in ambito Grande Guerra, era incentrata su un ultimo, disperato attacco al forte Belvedere – roccaforte au-striaca nell’Altopiano dei Sette Comuni in Trentino – da parte dei nostri Arditi che, davanti a quelle mura, morivano a centinaia inutilmente. A dar man forte ai nostri soldati sarebbe intervenuta una squadriglia di biplani caccia-bombardieri mai prima utilizzati per azioni del genere in alta quota nonché un commando di alpini assaltatori. Niente di meglio della biblioteca comunale di Levico Terme per trovare materiale su cui basarmi. Sennonché, consultando testi e rovistando tra gli archivi, mi sono ritrovato tra le mani una storia vera che, come si suol dire, fu amore a prima vista. Aveva dell’incredibile: un nostro pilota di idrovolanti, nottetempo, col favore della luna, era stato comandato a trasportare nostri agenti al di là del Piave ammarando in laghetti nascosti tra le montagne del Trentino. E gli aerei di allora, in quanto a strumentazione di bordo, non andavano molto oltre una bussola e un altimetro. Il bello è che se l’è sempre cavata e ha portato a compimento numerose missioni. Alla fine del conflitto, non sapendo più che altre medaglie conferirgli, fu nominato Conte di Villaviera.I personaggi, nel romanzo, sono molti, e i dialoghi sono capaci di attualizzare l’ambientazione storica, senza che le nozioni e gli eventi realmente accaduti, mescolandosi a quelli inventati, appesantiscano la narrazione. Oltre ai personaggi storici realmente vissuti, quanta ispirazione “contemporanea” c’è nel suo romanzo? Quali sono i suoi autori preferiti?Segue intervista